Immagina, nelle Dolomiti la “Valle della Vita”

Posted on 18 ottobre 2012

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di Luca De Gol e Samir Bhowmik (Helsinki) ≈

“… basta saper immaginare un’isola, perché quest’isola incominci realmente ad esistere”. Inizia così il libro di Silvano Agosti “Lettere dalla Kirghisia”, ed è da questo libro che il progetto “Letters from Sibbesborg” trae ispirazione.

E’ questa l’idea di due giovani architetti residenti ad Helsinki (Luca De Gol e Samir Bhowmik) che immaginano di trasferire il loro progetto “Letters from Sibbesborg” nelle Dolomiti e lì sperimentare un nuovo livello di esistenza per i cittadini, dove ogni giorno si festeggia la vita.

Le premesse
Nel corso del 2011, il Comune di Sipoo (Finlandia) prepara un concorso internazionale di pianificazione territoriale e urbanistica per lo sviluppo di una comunità sostenibile a Sibbesborg.
L’area, oggetto del concorso, è situata nel Comune di Sipoo, intorno al distretto urbano di Söderkulla e l’area di Sipoonlahti. Lo scopo è di proporre un piano urbanistico per una comunità di 70.000-100.000 residenti, con particolare enfasi sul centro. In aggiunta a questo, come ulteriore obiettivo, è delineare i primi passi dell’ampio processo di implementazione.
Lo scopo degli organizzatori del concorso è di stabilire come Söderkulla ed i dintorni di Sipoonlahti dovrebbero essere sviluppati per rispondere alle esigenze locali e internazionali di sostenibilitá nel presente e per il futuro.
Queste le direttive principali del concorso, supportate poi da una mole enorme di informazioni, statistiche, studi geologici e mappe, nonché indagini e rilevamenti fatti all’interno dall già presente, seppur piccola, comunità di Sipoo.

Decidiamo di partecipare
Da qui parte tutto. Siamo due amici architettti, un italiano e un indiano, entrambi residenti ad Helsinki e decidiamo di partecipare al concorso.
Capiamo subito che un concorso di questo tipo va affrontato in maniera nuova, troppi problemi affliggono oggigiorno la societá moderna e decidiamo subito di non concentrarci solo su aspetti di tipo tecnico, urbanistico e architettonico, ma di affrontare contemporaneamente problemi di carattere sociale.
Nei primi incontri, di preparazione e sviluppo del progetto, ci vengono tra le mani molti libri, uno tra questi è “Lettere dalla Kirghisia” di Silvano Agosti.

[ ] La Kirghisia da me descritta, è un qualsiasi Paese, dove al centro di ogni iniziativa, c’è il benessere reale degli esseri umani, unico scopo degno di qualsiasi vero progetto sociale. Non si tratta quindi di un’utopia, ma di un progetto. [ ]

Sibbesborg area centrale

Leggendo tra le pagine di questo libro, piccolo ma intenso, ritroviamo l´importanza dell´essere umano e della sua vita sulla Terra.
Andando a leggere i punti principali di uno dei documenti più importanti del concorso e rimaniamo sconvolti dalla vicinanza delle tematiche del libro di Silvano e i risultati dei workshops di professionisti per una visione del futuro di Sibbesborg.
Praticamente tutti i punti si rivolgono ai progettisti dicendo in via indiretta: “Attenzione, Sibbesborg deve essere una zona residenziale, di lavoro e svago, dove l’occasione della vita per l’essere umano sia fondamentale”.
Comprendiamo subito che la sostenibilità che si va ricercando in questa nuova ondata ecologica, in moltissimi settori, ha a che fare principalmente con il benessere e la felicità della vita per un essere umano.
Il progetto parte, il libro di Silvano è sempre tra le nostre mani e nel momento di decidere il nome del progetto, ci viene quasi automatico chiamarlo “Letters from Sibbesborg”, dove Sibbesborg diventa una sorta di Kirghisia reale alla quale noi architetti abbiamo cercato di dare carattere fisico.

Com’è andata a finire?
“Letters from Sibbesborg” è stato premiato con una menzione d´onore nella cerimonia di premiazione tenutasi a Sipoo il giorno 16 gennaio 2012, da una giuria internazionale di architetti e tecnici, per aver dimostrato le potenzialitá di un processo di sviluppo empatico locale, centrato sull´uomo e sulla formazione di comunitá. Il progetto é stato inoltre presentato:
– il 2 febbraio 2012 a Roma al Cinema Azzurro Scipioni. La serata ha incluso anche la presentazione del libro “Lettere dalla Kirghisia” dello scrittore e regista Silvano Agosti;
– all’Universitá degli studi Urbani di Helsinki: “Letters from Sibbesborg: A Sustainable Community”, Lecture by Luca De Gol & Samir Bhowmik @ Network for Urban Studies, Helsinki Design and the City 16.08.12 as part of WDC: World Design Capital Helsinki Summer School.

Info “Letters from Sibbesborg”: www.lettersfromsibbesborg.com

Ditorni di Sibbesborg, Finlandia (ph by Sampo Kiviniemi) http://www.panoramio.com/photo/20056102

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“Letters from Sibbesborg”, un progetto da esportare.
Nelle Dolomiti nasce la “Comunità Valle della Vita“.

“Letters from Sibbesborg” non è un progetto fine a se stesso, ma funge da prototipo utilizzabile anche in luoghi e circostanze diverse rispetto al concorso nel quale é stato pensato.
Proprio per questo le riflessioni che seguono prendono in esame l’area geografica della Comunità Montana Feltrina – dove uno di noi è nato e vissuto fino a 23 anni – e cercano di sviluppare un modello urbanistico, architettonico, paesaggistico attento al territorio, all’ambiente e di conseguenza all’essere umano che di esso fa parte.
La Comunità Montana Feltrina comprende i territori amministrativi di 13 Comuni, di cui 5 sono in parte compresi nel territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Geograficamente si estende al margine sud occidentale della Provincia di Belluno, sulla destra del fiume Piave (nella media Valle del Piave localmente detta Valbelluna), punto di contatto tra le Dolomiti e le Prealpi Venete, confina con la Regione Trentino Alto Adige e in parte con le province di Vicenza e Treviso.

Come non iniziare il tutto partendo delle Dolomiti?

Il fatto che le Dolomiti siano state dichiarate Patrimonio dell´Umanitá da parte dell´Unesco è di enorme rilevanza, e fa capire quanto importante sia il ruolo della natura in tutti i suoi aspetti: da quelli legati all´ecosistema, dal rapporto con l´uomo e gli animali, a quelli puramente estetci.

Ora, il nostro piano territoriale, che ha come scopo principale quello di creare un ambiente artificiale il più possibile legato al territorio e alla natura, si rivolge in prima istanza all’essere umano, avendo come obiettivo il benessere e la felicitá della vita.

Il binomio uomo-natura acquista subito grande importanza in un’area come quella dolomitica; e come la natura diventa Patrimonio dell’Umanità, ci piacerebbe avvalorare la richiesta, già inoltrata da Silvano Agosti, di dichiarare l’essere umano Patrimonio dell´Umanità.
Dolomiti e essere umano, questi sono i due elementi di partenza che abbiamo deciso di prendere in considerazione in questo piano di sviluppo di una comunitá sostenibile per la Comunitá Montana Feltrina che chiameremo: Comunità Valle della Vita (nel libro di Agosti le diverse aree abitative vengono chiamate “Valle della Vita”).

Il Grappa, dal col Maor a Quero, Italia (Archivio Fotostorico Feltrino, ph. Roberto Sudiero)

La Comunità Valle della Vita non é un sogno

Questo scritto ci da la possibilitá di continuare le riflessioni fatte nel progetto premiato a Sipoo, in Finlandia, e promuovere un modello di sviluppo sostenibile analizzando i problemi e ricercando soluzioni nella maniera piú pragmatica e concreta possibile.
La Comunità Valle della Vita non è un sogno. E non è un’utopia partorita dalla nostra immaginazione. Si tratta di un vero e proprio progetto. Un progetto umano che comprende comunità, economie, ecosistemi e stili di vita. Esiste in realtà in questa terra del nord Italia, dominata e protetta dalle grandiose catene montuose delle Dolomiti.
In questa natura aspra e paradossale, abbiamo trovato un paradigma dell’esistenza umana che fino ad ora era stato solo raccontato da veggenti e profeti.
Abbiamo scoperto una vivace comunità, non lontana dalla storica città di Venezia e ai confini con il Trentino, ai piedi delle più belle montagne del mondo, le Dolomiti, dove scorre un antico torrente, il Caorame, circondato da fitti boschi, che a loro volta fanno parte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

La gente qui ha reinventato la felicità e la comunità si è riallineata e ri-adattata alla natura. La Comunità Valle della Vita è una visione di un nuovo tipo di umanità che è entrata in completa realtà nel 2050, un fiore sbocciato nel corso del tempo.

In questa nuova terra promessa non esiste una singola comunità ideale, ma diverse comunità che coesistono insieme disseminate all’interno del territorio della Comunità Valle della Vita. A differenza delle città contemporanee e degli sviluppi suburbani periferici che seguono i vecchi principi della pianificazione urbanistica e di disegno urbano, la Comunità Valle della Vita è stata pensata e ripianificata seguendo i principi ispirati alla natura, alla geografia, alle stagioni e alla condizione umana.
L’obiettivo principale dei progettisti è stato quello di allontanarsi dai sistemi secolari di produzione, riavvicinandosi ad una pianificazione dell’economia, della società e del tessuto urbano che si basano su principi egualitari e ha confermato la condizione umana come qualcosa che deve essere nutrito e ha riconosciuto il suo stato come supremo.

Masterplan Comunitá Valle della Vita

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La Valle della Vita, il Playground e le Case

Il centro della Comunità Valle della Vita è la Valle della Vita, un centro lineare verde lungo tutto il territorio che si basa sull’ambiente naturale e non sulle connessioni di transito.
Questo nuovo grande centro si sviluppa lungo il fiume Piave, il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e i centri di maggiore interesse storico culturale con eventi ed attività.
I siti di patrimonio storico sono diventati tutti parte del centro, generatrici di turismo e parte integrante della vita dei cittadini della Comunità Valle della Vita.
La città di Feltre conserva ancora il suo status di centro storico e di transito alle zone circostanti e ora, piú di prima, acquista più forza architettonica e urbanistica.
Informalmente chiamato Playground, è l’area verde principale che collega tutti i villaggi/comunitá, boschi, piazze, parchi.
Le Case o centri di comunità situate all’interno della Valle della Vita sono le nuove istituzioni comunali costruite, ristrutturate, gestite e utilizzate dalla comunità. Sono le nuove istituzioni locali che gestiscono l’economia locale, creano posti di lavoro, sovvenzionano le imprese locali, organizzano l’istruzione per tutti, a tutti i livelli, un polo di innovazione e sviluppo per tutta la comunità. Essi contengono i musei, le scuole, luoghi di lavoro, negozi e outlet, caffè e ristoranti, biblioteche e centri diurni.
Ogni Casa è specializzata in un particolare settore e funge da centro di risorse per quel particolare settore. Le Case della cultura, delle arti e del patrimonio storico per esempio sono i motori culturali e artistici per la Comunità Valle della Vita.
I Comuni si trovano all’interno del Playground, e sono connessi da strade verdi e naturali, accessibili a piedi in bicicletta o con mezzi leggeri elettrici.

Il modello Eco-Cycle Dolomiti

Urban Life In a Rural Context

La caratteristica che colpisce di questi insediamenti sono i Giardini della Luna, giardini e terreni agricoli che circondano gli insediamenti abitativi, costellati di fiori, alberi da frutto e orti. Questi giardini sono di proprietà e gestiti dalle comunità per tutta la stagione agricola nella regione.
La Comunità Valle della Vita è autosufficiente nella produzione alimentare e dipende, per la maggior parte, dalla sua raccolta regionale per la sua gente.
Oltre che nei Comuni, le colture sono coltivate anche lungo le vie di connessione verdi che colleganno tutti i comuni/villaggi vecchi e nuovi.

I nuovi villaggi sono pensati e progettati in stretta relazione con il territorio, tenendo conto della geografia e la storia architettonica e urbanistica del territorio, seguendo e attuando le innovazioni in campo architettonico e costruttivo, creando connessioni web tra tutte le piccole comunitá vecchie e nuove della Comunità Valle della Vita.
Ogni villaggio comprende una vasta gamma di alloggi multifamiliari, case a schiera, case private, laboratori e appartamenti per studio o lavoro.
Ogni villaggio è gestito da una cooperativa che sovrintende il settore zootecnico, manutenzione, attività quotidiane e festival. La maggior parte degli abitanti lavora da casa e nei rispettivi villaggi/comunità, dedicando piú tempo all’agricoltura, alle arti e ai mestieri, e alle nuove tecnologie informatiche.
La Comunità Valle della Vita ha il suo modello ecologico: l‘Eco-Cycle Dolomiti, modello che è una parte localizzata di un più ampio modello regionale ambientale che guida il suo processo di insediamento, la manutenzione e lo sviluppo.

L’Eco-modello Dolomiti

I principi ecologici consentono un ciclo in cui viene rinnovata energia, l’acqua viene rimessa in circolazione, e i rifiuti vengono sfruttati per rigenerare energia. Ogni aspetto della vita nella Comunità Valle della Vita è parte di questo ciclo ecologico. Giocare, lavorare, mangiare, riciclare per creare nuovi prodotti, attività ricreative e altre numerose attività sono tutti integrati in questo ciclo.
Ogni azione umana ha le sue implicazioni per l’ecologia della Comunità Valle della Vita e per questo motivo il tessuto costruito e gli spazi pubblici sono inoltre progettati per lavorare all’interno dell’Eco-modello.

Un nuovo concetto di gioco della vita, basato sullo slow-urbano

Nella Comunità Valle della Vita l’attenzione è sulle persone e non sui trasporti, sullo scambio e non sul movimento incondizionato. Le vecchie automobili sono quasi inesistenti, tranne per i veicoli di comunità condivisi e quelli necessari per l’agricoltura e piccole industrie artigianali. C’è una proliferazione di biciclette, risciò alimentati ad energia solare, tram e altri veicoli che girano con energie rinnovabili.
Il sistema è inoltre progettato per aggevolare portatori di handicap ed anziani ed è completamente accessibile a tutti.
Le connessioni di transito maggiori verso nord e sud della Comunità sono garantite dalle attuali strade, rese più sicure e veloci, per garantire una maggiore fluidità di traffico, reso drasticamente inferiore grazie alla minore necessitá di spostamenti fisici delle persone.
Il transito locale si basa su tram e mini-bus elettrici.

Principalmente tre rotaie circolari garanrtiscono l’accesso a tutti i maggiori punti di interesse della Comunità e sono utilizzabili gratuitamente dai cittadini.
Attraverso una visione urbana decentralizzata, in equilibrio con la natura, un nuovo concetto di gioco della vita, basato sullo slow-urbano, la società è stata creata nella Comunità Valle della Vita.

Un cambiamento rivoluzionario

Questa è una società e una Comunità che è tornata alle sue radici con la terra, con l´artigianato locale, con una rete di conoscenze che viene condivisa e dove i bambini non sono rinchiusi nelle scuole o gli adulti nei luoghi di lavoro stressanti.

Qui, il cambiamento rivoluzionario da un sistema di produzione massificato, verso un sistema di produzione solo per esigenze reali, la distribuzione di servizi da un solo centro a piú centri diversificati e l’orrore di un approccio consumistico a favore di uno piú egualitario ha portato ad un nuovo livello di esistenza per i cittadini.

Questo nuovo sistema ha consentito la creazione di un ambiente equilibrato, che non solo promuove la salute fisica e mentale, ma anche un atteggiamento responsabile e sostenibile nei confronti delle condizioni naturali ecologiche dell’ambiente che ci circonda.
Essendo dipendenti per la maggior parte da appropriate tecnologie locali, la Comunità Valle della Vita (ossia la Comunitá Montana Feltrina) è riuscita a pianificare un luogo in cui le pratiche sostenibili sono radicate nella vita quotidiana dei suoi abitanti.

… di fronte a questo brulichio di artisti e di bambini, di gente in vario modo allegra, chiedo che festa si stia celebrando: “Nessuna qui da noi ogni giorno si festeggia la vita.”
(Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti)

Sibbesborg lifestyles

Luca De Gol | architetto, è nato in Italia nel 1978 e si è trasferito a Helsinki nel 2003. Ha ricevuto la “Bachelor Degree” in Architettura presso l’Università di Architettura di Venezia nel 2003 e la “Master Degree” in Architettura presso la “Aalto Univerity” di Helsinki nel 2007. Lavora da 5 anni presso uno studio di architettura e pianificazione urbanistica a Helsinki, si occupa in particolare di progetti di pianificazione urbana e regionale. Luca è interessato a libri, fotografia, musica, arte, architettura e giardinaggio. Attualmente sta dedicando la maggior parte del suo tempo libero ai suoi quattro figli, giocando e imparando di nuovo la bellezza e il significato della vita.

Samir Bhowmik | AIA, SAFA è nato in India nel 1975 e ha vissuto a Washington DC e New York prima di trasferirsi a Helsinki nel 2007. Ha ottenuto il “Master Degree” in Architettura presso l’Università del Maryland nel 2003 ed è attualmente un ricercatore presso l’“Aalto University”, Scuola di Arte, Design e Architettura. I suoi studi di ricerca si concentrano sui musei contemporanei, le installazioni e la loro evoluzione in un futuro mondiale post-petrolio, attraverso la partecipazione delle comunità e l’applicazione delle nuove tecnologie digitali. E’ interessato all’arte, alla scultura e alle installazioni relative ai conflitti inter-culturali, al patrimonio culturale immateriale e alla visione di un mondo senza confini politici.
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Posted in: Ambiente, Vita alpina