bc2012#23 | L’altra montagna

Posted on 19 settembre 2012

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Mainarde: Passo dei monaci

L’altra montagna

di Vera Di Cristinzi, Alessandra Massagrande e Magda De Luca (San Giovanni in Persiceto, BO)
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Paesaggi montani sconosciuti riservano spesso  a coloro che casualmente vi si imbattono emozioni forti e la riscoperta di valori autentici.

Si tratta di luoghi minori che non conoscono il turismo di massa e che sono noti , nelle loro caratteristiche, storia e tradizione, solo a coloro che li abitano o vi sono prossimi oppure a coloro che per una casualità sono venuti a sapere della loro esistenza.
Magari qualcuno di voi sta leggendo questo post e proprio per questo motivo deciderà un giorno di raggiungerli, per gusto di scoperta, per amore della montagna o per la ricerca di una nuova dimensione. Ce lo auguriamo; così come ci auguriamo che altrettanto fortuitamente anche noi, solleticati da un improvvisa curiosità, andremo un giorno a percorrere sentieri e valli di cui prima non conoscevamo l’esistenza.

Basilicata, Dolomiti Lucane
Con un pizzico di inventiva e un paesaggio da togliere letteralmente il fiato, gli abitanti dei due paesi di Castelmezzano e Pietrapetrosa hanno ideato un’esperienza davvero unica, proprio nel cuore della Basilicata, regione praticamente sconosciuta prima del “coast to coast” di Rocco Papaleo. Sfruttando il dislivello tra le due vette delle Dolomiti Lucane, imbrigliati di tutto punto ci si lancia in un “volo d’angelo” a 120 Km/h. Lo shock adrenalinico sublima lo spettacolo naturalistico che scorre velocissimo davanti agli occhi, sempre che si abbia il coraggio di tenerli aperti. Provare per credere (informazioni e prenotazioni su www.volodellangelo.com).

Dolomiti Lucane: il volo dell’angelo

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Lombardia, Valcuvia
In mezzo alle Prealpi, sorelle minori delle ben più note Alpi, spesso relegate a “cenerentole”, ecco che, nel cuore del Varesotto, si snoda la Valcuvia, un’ampia valle (posta tra il Campo dei Fiori, il monte Nudo e il monte Colonna , con sbocco a Laveno, sul lago Maggiore) punteggiata da piccoli centri abitati e boschi. Tra questi, Castello Cabiaglio (all’interno del Parco regionale del Campo dei Fiori, con la chiesa parrocchiale di Sant’Appiano) Cuvio, Cuveglio, Vergobbio, Comacchio, Masciago, Cassano Valcuvia, Rancio Valcuvia (attraversato dal torrente Rancina sul quale si erge un suggestivo ponte in pietra), Cavona con il Santuario della Madonna, Casalzuigno (con Villa della Porta Bozzolo), Arcumeggia (con le sue case dipinte) e Orino (con la rocca medievale). Nella zona è dunque possibile alternare lunghe passeggiate alla visita ai piccoli e graziosi borghi.

Molise, Mainarde
“Come tappeti  erbosi  continuano a scivolare per i declivi, ad aggirare i crinali, a scavalcare le groppe, a discendere,  a risalire, conducendo lento il cammino degli uomini attraverso i silenzi sacri della montagna” cosi vengono descritti I Tratturi nel libro di F. Ciampitti.
Come le piste carovaniere dell’Asia e del bacino del Mediterraneo, le piste erbose dei Tratturi permettevano nelle aree continentali dell’Italia meridionale di praticare la “transumanza” (ossia la pastorizia transmigrante). Tali sentieri, che percorrono capillarmente le regioni di Abruzzo, Molise e Puglia, sono ad oggi oggetto di tutela legislativa per il valore storico che gli è stato riconosciuto (dicono molto infatti sull’antropologia e l’organizzazione sociale dei popoli che li percorsero).
I tratturi sono però soprattutto mete consigliate e scoperte, talvolta solo per caso, da coloro che amano la montagna nei suoi meandri ancora  vergini ed incontaminati, ancora ignoti al turismo di massa.
Alcuni tratturi, uniti a tratti di strade statali, nei luoghi in cui il tempo e l’incuria non ne hanno permesso la conservazione, permettono di raggiungere in Molise luoghi montani di estremo fascino  come le Mainarde (che si innalzano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise), la riserva naturale Mab dell’Unesco di Montedimezzo – Collemeluccio (laboratorio per educare all’utilizzo territorio con 18 itinerari nella natura), il giardino della flora appenninica di Capracotta  a 1450 m s.l.m. (importante per la biodiversità), l’oasi del WWF di Guardiaregia-Campochiaro (con boschi e prati tra i più importanti d’Italia).
Il turismo “transumante” attraverso i luoghi solcati dai tratturi può rivelarsi un’insolita esperienza per scoprire una montagna “altra” che permette come dice Ciampitti di costruire un pezzo del nostro cammino immergendosi in una realtà che pare immutata e silente alle evoluzioni della storia.

Prealpi: Valcuvia

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