I 3000 delle Dolomiti

Posted on 10 luglio 2012

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dalla Redazione ≈

Roberto Ciri, Alberto Bernardi, Roby Magnaguagno hanno da poco pubblicato la guida escursionistica e alpinistica a 86 cime di 16 gruppi dolomitici che superano i 3000 metri di quota.

250 milioni di anni fa (siamo nel Triassico), dove ora svettano le Dolomiti esistevano mari caldi e poco profondi.
Sul loro fondo si accumularono centinaia di metri di sedimento (conchiglie, coralli e alghe calcaree) che, sotto il loro stesso peso e perdendo i fluidi interni, si trasformarono in roccia carbonatica.
Lo scontro tra la placca europea e la placca africana (orogenesi alpina) fece emergere queste rocce innalzandole oltre 3000 metri sopra il livello del mare e in seguito furono modellate da piegamenti, rotture, erosioni e incisioni.
Oggi riconosciamo nella Marmolada (precisamente nei 3343 metri di Punta Penìa) la quota massima delle Dolomiti emerse da quell’antico mare tropicale.
Oltre alla Marmolada altre vette dolomitiche superano i 3000 metri di quota, alcune sono mete alpinistiche frequentate e ben note, altre invece (e sono la maggior parte) sfuggono alla conoscenza di molti alpinisti che ignorano l’esatta ubicazione e la via normale di salita.
A colmare questa lacuna ci hanno pensato Roberto Ciri, Alberto Bernardi, Roby Magnaguagno con la loro recente guida “i 3000 delle Dolomiti”.
altitudini ha chiesto a Roberto Ciri di illustrarci il volume.

Roberto, nello scrivere la guida ai 3000 delle Dolomiti, a chi avete pensato potesse interessare?
La guida descrive le vie normali di salita alle cime oltre i 3000 metri delle Dolomiti, cime non sempre facili da salire, con percorsi su terreno roccioso non sempre segnalato e con passaggi su roccia, a volte esposta, sebbene con difficoltà raramente superiori al II-III grado. Per “via normale” si intende la via più facile, logica ed intuitiva di salita ad una cima e generalmente coincide con la via seguita dai primi salitori, ma spesso risulta difficile reperire le informazioni relative alla salita di una vetta, soprattutto se poco frequentata. Questa guida è quindi rivolta ad escursionisti esperti, amanti delle Dolomiti e dei percorsi a volte un po’ avventurosi e da ricercare, che desiderano salire le vette più alte delle Dolomiti, magari portando a termine la “collezione” di tutti i 3000.

Avete descritto 86 vie normali di accesso alle principali vette, ma in realtà quante sono le cime oltre i 3000 metri nelle Dolomiti?
Le vette dolomitiche che superano i 3000 metri non sono poche: in genere si pensa ai noti colossi come Marmolada, Tofane, Antelao, Pelmo, Sassolungo, Cristallo, Sorapìs, Civetta. Invero il numero di cime oltre i 3000 metri supera il centinaio. Per la realizzazione di quest’opera sono state identificate 125 cime, fra vette principali e secondarie, ma se si aggiungono altri appicchi di cresta, torri e pinnacoli il numero è destinato ad aumentare. Basti pensare alle 11 cime della lunga cresta della Marmolada di Ombretta o alle torri laterali della Punta Sorapìs, o alle numerose torri e pinnacoli del Sassolungo, della Cima Undici o della Punta dei Tre Scarpèri, che fanno salire il numero ad almeno 150 vette. Ma il conteggio è legato ai criteri con cui si identificano le cime: noi abbiamo considerato le cime con un nome proprio e quotata nelle carte, distinte da vette vicine o secondarie e per cui esiste una via normale indipendente da altre cime.

Le avete salite tutte?
Il proposito era di salire ogni vetta, obiettivo per il quale ci eravamo dati 2 anni, considerando che il tempo da dedicare alla montagna è sempre relegato ai fine settimana. Ma impegni familiari e maltempo, tipicamente domenicale, hanno ridotto il tempo disponibile. Pertanto delle 86 cime presentate nel libro ne abbiamo salite 63, complessivamente fra i tre autori. Per le restanti cime ci siamo avvalsi della collaborazione di amici o conoscenti che le hanno salite e ci hanno fornito relazioni e fotografie e a cui va il nostro ringraziamento.

Rispetto al volume dei 3000 delle Dolomiti di R. Goedeke e H. Kammerer (ed. Tappeiner, 1995), il vostro cosa ha di nuovo o di diverso?
Il libro di Goedeke e Kammerer ha costituito un punto di riferimento nel passato, ma presenta una selezione di 64 cime oltre i 3000 metri con l’aggiunta di vette da 2800 e 2900 metri. Inoltre le descrizioni delle salite sono spesso poco dettagliate. La nostra guida, oltre a presentare tutte le cime principali oltre i 3000 metri nei 16 gruppi montuosi che le ospitano, fornisce descrizioni dettagliate, immagini con il tracciato della salita, schizzi tecnici per le vie di arrampicata, cenni storici relativi ai primi salitori, ma non solo, e attrazioni da vedere in zona. Inoltre abbiamo inserito anche 7 cime chiamate “i grandi esclusi” con quote di 2998 e 2999 metri. Gli elenchi riassuntivi per quota, difficoltà e gruppo montuoso (in cui segnare le cime salite per la propria collezione) completano il libro.

Roberto, tu sei il fondatore e il curatore di www.vienornali.it (web site con oltre 2200 descrizioni di ascensioni ed escursioni ad altrettante cime), c’è una relazione fra l’utente che consulta le vie di salita sul web e colui che invece acquista una guida cartacea?
Il web, per quanto sia una fonte vastissima di informazioni, ha il difetto di presentarle spesso frammentate e disuniformi. Le relazioni di vie di salita presenti in siti web come VieNormali.it sono scritte da autori diversi e soggette a modi differenti e soggettivi di descrivere i percorsi. Inoltre sul web le relazioni di salita vanno cercate e raccolte da siti differenti. Il vantaggio di una guida cartacea è quello di raccogliere insieme le varie relazioni con una modalità descrittiva uniforme, oltre alla comodità di avere sempre a portata di mano in un unico posto tutte le informazioni. Per non parlare del piacere di sfogliare un libro, aspetto che, a giudicare dagli acquisti della guida che arrivano dal web, è ancora ben considerato.

Hai da poco lanciato un nuovo sito, http://www.3000dolomiti.it, cosa ti proponi con questo nuovo progetto?
Partendo dalla stesura di un elenco dei 3000 delle Dolomiti, Roby Magnaguagno ed Alberto Bernardi hanno ideato il “Gruppo 3000 Dolomiti”, un insieme di amici accomunati dal desiderio di “collezionare” le salite a tali cime. Il gruppo è aperto a quanti volessero parteciparvi per condividere le proprie salite e “collezione” con altre persone mosse dalla stessa passione, per incontrarsi ed organizzare salite insieme. E in questo il web diviene un utile strumento di aggregazione: grazie al sito gli iscritti al gruppo potranno collezionare le cime salite riportando la data della salita, compagni di scalata e note particolari. Ma anche condividere con altri la propria esperienza e creare la propria “lista dei desideri” delle cime da salire, magari per trovare altri compagni con cui effettuare la salita. Insomma una sorta di social network dedicato ai 3000 delle Dolomiti.

Roberto Ciri, Alberto Bernardi, Roby Magnaguagn, I 3000 delle Dolomiti, pp 464, Idea Montagna Editoria e Alpinismo, Teolo (PD), 2012, € 26,50

Info: acquista online la guida “i 3000 delle Dolomiti

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