Natale 2011. È uscito il 67° numero di “Le Dolomiti Bellunesi”

Posted on 21 dicembre 2011

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dalla Redazione ≈

È uscito il 67° numero di “Le Dolomiti Bellunesi”, semestrale delle Sezioni bellunesi del CAI diretto da Silvano Cavallet ed Ernesto Majoni. Introdotto da un’insolita copertina, sulla quale campeggia una delle opere esposte a Sass Muss di Sospirolo nell’ambito del progetto “Dolomiti Contemporanee”, il fascicolo si apre con un pungente editoriale di Emanuele d’Andrea, sull’urgenza per i piccoli Comuni cadorini di cercare l’unità in campo amministrativo e socio-economico.

Copertina LDB Natale 2011. Ericailcane, Silos a Vignole, 2011. Sullo sfondo, i Monti del Sole. (foto A. Montresor)

Non poteva mancare poi un toccante ricordo, ad opera del Presidente del CAI di San Vito Renato Belli, di Alberto e Aldo, i due soccorritori cadorini travolti da una frana sulla parete N del Pelmo lo scorso 31 agosto. Segue un documentato e stimolante rapporto del sociologo Diego Cason su “Le Dolomiti Bellunesi patrimonio dell’umanità”; Gianluca D’Incà Levis presenta quindi “Dolomiti Contemporanee”, il laboratorio di arti visive in ambiente che rappresenta un’importante scommessa culturale per la nostra Provincia.

Storia e cronaca dell’alpinismo e della speleologia s’intrecciano in “Quel giorno d’estate sull’Antelao” di Marcello Mason, “La rivisitazione del primo ricovero delle Dolomiti” di Giorgio Fontanive, “Alex, un vagabondo nelle Dolomiti” di Teddy Soppelsa, “Una storia nella storia” di Giovanni Di Vecchia, “Angelo Dimai Pizo e il primo tentativo alla Croda Rossa” di Ernesto Majoni, “La traversata” di Enrico D’Alberto.

Riscoperte di itinerari classici e nuove proposte vengono quindi offerte da Gianluca Calamelli in “Cernera, montagna trascurata” e da Giuliano Dal Mas in ”Sul Taburlo, nel gruppo della Croda Rossa”. Due autori conducono poi i lettori in terre lontane: Mario Fait racconta l’esperienza “A due passi dal Tibet”, mentre Alice Prete ricorda “Ararat, una meravigliosa avventura”. Seguono le consuete rubriche “Senza barriere”, sempre ricca di bozzetti, cronache e brevi storie di montagna, e “Notiziario”, che informa i lettori su alcuni eventi della scorsa stagione fra le crode bellunesi.

Sono numerose le nuove ascensioni riferite in questo numero, indice di un‘attività esplorativa sulle pareti dolomitiche bellunesi che pare non esaurirsi. Le 18 Sezioni provinciali del CAI si raccontano nell’ampia rubrica loro dedicata, e il fascicolo si conclude con alcune recensioni di pubblicazioni, di autori bellunesi o dedicate a temi bellunesi. “Le Dolomiti Bellunesi” saluta così il 32° anno di attività, dimostrando di voler tendere a traguardi sempre più ambiziosi.

Info:

  1. Il sito della rivista è raggiungibile all’indirizzo www.ledolomitibellunesi.it
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  3. Guarda le 67 copertine della rivista (dal 1978 al 2011)
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